Perché l’anticipazione di Moggi su Nicolò Barella alla Juventus è credibile

Di Luciano Moggi tutto si potrà dire, ma non che sia disinformato. Da quando non può più ricoprire ruoli ufficiali nel calcio italiano è richiestissimo da giornali e tivù per tre semplici motivi: 1) continua più di prima ad avere interessi in quello che è sempre stato il suo mondo, gestendo tramite l’azienda del figlio Alessandro le carriere di giocatori allenatori e direttori sportivi (qualcuno dice anche quelle di arbitri e giornalisti); 2) proprio in virtù di questo è sempre “sul pezzo” e quindi nessuno come lui è in grado di fornire notizie di mercato; 3) al di là del suo ruolo di mente diabolica o genio del male, ha una competenza superiore che rende i suoi interventi piacevoli anche per la semplicità e la chiarezza con cui espone gli aergomenti. Questo non significa che le sue uscite non siano mirate. Nel senso che raramente parla tanto per parlare, se non per arrivare all’obiettivo che si prefigge. E questo obiettivo potrebbe essere un complimento a un tesserato di cui sta costruendo la carriera, oppure una critica a un altro promosso in quel ruolo a discapito di un suo uomo. Come interpretare allora la sua recentissima uscita su Barella dagli studi dell’emittente 7 Gold per la trasmissione “Linea diretta”? “Vogliamo dirla tutta? Barella è già della Juventus” ha sentenziato senza mezzi termini. E’ molto semplice: l’anticipazione è molto credibile. Moggi ha voluto nel contempo enfatizzare la politica bianconera di Andrea Agnelli (con cui è rimasto in ottimi rapporti, a differenza di quelli con John Elkann, mai decollati) che da anni blocca i migliori talenti prima che raggiungano quotazioni eccessive, lasciandoli ancora per uno o due anni nella società in cui sono cresciuti (vedi Caldara e Spinazzola con l’Atalanta, Rugani a Empoli ecc). E in tal senso Nicolò Barella titolare della nazionale under 21, già convocato in nazionale A e titolarissimo in campionato dall’anno scorso (andate a vedere quanti ’97 hanno giocato 12 partite su 12 quest’anno per credere) rientra sicuramente tra i giovani più appetiti dalle grandi. E magari allo stesso Moggi non è dispiaciuto creare nel contempo qualche problemuccio a Tommaso Giulini, dal quale avrebbe preteso l’ingaggio di qualche tecnico a lui caro come Oddo (ma la lista sarebbe lunga) una volta deciso di esonerare Rastelli. Quest’ultimo peraltro, seppur in maniera diretta, ha sempre goduto del suo appoggio per così dire esterno, visto che l’agente di Rastelli, Davide Lippi, è figlio della sua creatura Marcello, portato da Moggi al Napoli era all’Atalanta, da lì alla Juventus e alla Nazionale, e diventato uno dei migliori allenatori del mondo anche e soprattutto grazie all’escalation avuta con l’ex direttore generale della Juventus.

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