Icardi è costato solo 1 milione più di Pavoletti: quando si dice la competenza

La iniqua spartizione dei diritti televisivi fra le società è alla base della enorme differenza di potenzialità fra le grandi e le provinciali che partecipano alla serie A del calcio italiano. Dal che ne consegue che molte partite fra le squadre di seconda fascia sono di livello inferiore, molto vicino a quello della serie cadetta. Non si capisce francamente perché i presidenti di provincia non trovino il modo di ottenere che la ripartizione degli introiti venga equiparata a quella in atto in Premier League e Bundesliga, tanto per fare degli esempi concreti. Basterebbe minacciare uno sciopero col blocco delle partite per poi vedere se Juve, Inter, Napoli, Milan e Roma riuscirebbero a prendere tanti soldi giocando esclusivamente fra di loro. Ma, detto questo e stando così le cose, le società di provincia hanno un’unica arma per competere con i colossi: la competenza. C’è poco da fare, bisogna essere più bravi a saper individuare i giocatori validi, a intuirne le loro capacità quando non sono state ancora espresse compiutamente. A valorizzare le promesse, sfruttarne finché è possibile il loro valore, e poi realizzare cessioni così remunerative da colmare quel gap, in modo da autofinanziarsi e rimanere sempre ai vertici del calcio. A Cagliari la partita con l’Inter ha dimostrato l’esatto contrario. La differenza di valori fra Icardi e Pavoletti credo sia stata solare. Pavoletti ha segnato un bel gol, ma il peso specifico di quella rete sullo 0-2 era di gran lunga inferiore all’occasione fallita dallo stesso attaccante sullo 0-0. Icardi al contrario è stato implacabile quando è servito, e del resto i suoi 96 gol in serie A a 24 anni qualche cosa vorranno pur dire. Si obietterà che Il Cagliari non può sperare di avere giocatori del valore di Icardi, e siamo d’accordo. Ma fino a un certo punto. Se andiamo a vedere quanto è stato pagato il cartellino di Pavoletti al Napoli scopriamo che il totale delle voci raggiunge i 12 milioni. Molti non sanno però che solo quattro anni fa l’Inter acquistò dalla Sampdoria Icardi spendendo complessivamente 13 milioni. E che la stessa Sampdoria aveva acquistato precedentemente l’argentino per 325 mila euro in totale (25mila per il prestito e 300mila per il riscatto) dal Barcellona, per poi avere quella plusvalenza di 12 milioni e 650mila euro in appena due anni, dopo averlo fatto esordire (ovviamente con gol) in B e dopo avergli fatto realizzare 10 reti al primo anno di A. Ora nessuno dice Pavoletti non sarà utile alla causa rossoblù, ha segnato tre gol e altri ne farà magari importanti come quello al Benevento, ma quando si vede che tra il suo acquisto e quello di Icardi balla un solo milione di differenza, un po’ di rabbia viene.

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