L’inferno e il purgatorio: viaggio del Cagliari che ritrova Cragno e le punte

Lo stadio provvisorio continua a essere generoso con le rivali del Cagliari, ma oggi se c’è una squadra che deve far festa per il pareggio è proprio quella rossoblù. Per aver saputo riagguantare la Sampdoria dopo il terribile uno-due firmato dalla premiata ditta Ramirez-Quagliarella (il primo a inventare assist, il bomber a trasformarli in rete) in neanche venti minuti di gioco, e aver chiuso la rimonta propiziata dal solito errore di Viviano, riuscito nell’impresa titanica di far segnare Farias addirittura di schiena grazie a un rinvio sbagliato. La vena natalizia doriana si è concretizzata appena quattro minuti dopo quando Silvestre è rimasto fermo su un cross di Ionita, consentendo così a Pavoletti di realizzare il pareggio. A quel punto la Samp si è risvegliata dal torpore, ha ripreso in mano le redini del gioco, ma non è più riuscita a far breccia dalle parti del ritrovato Cragno. Gara contraddistinta da alcuni errori marchiani dei due tecnici. Per fortuna di Lopez ci hanno pensato gli infortuni a risistemare lo scacchiere nel modo migliore. Prima dell’inizio Rafael reduce dalla papera di Bologna, alza bandiera bianca e dal cilindro spunta fuori il miglior Cragno di sempre. Tre interventi decisivi, soprattutto quello su Torreira che avrebbe portato allo 0-3 chiudendo l’incontro già al 24’ del primo. Poi un altro volo sullo scatenato Ramirez (che bel giocatore, per niente tutelato dall’arbitro quando ha subito non meno di tre falli da ammonizione e Pasqua è rimasto a guardare). Infine, all’ultimo minuto il portiere ha salvato il pari sul solito Quagliarella. Lopez ha perso subito Ceppitelli sostituito da Pisacane, quindi al 33’ ha dovuto fare a meno del positivo Faragò, rilevato da Van Der Wiel che come vedremo ha fatto la sua parte. E ancora prima dell’intervallo si è fermato Dessena. Il cui ingresso dall’inizio, del tutto ingiustificato visto il rendimento deficitario del capitano in questa stagione, aveva di fatto costretto il Cagliari a giocare con un uomo in meno. Colpa del ritmo insufficiente del giocatore che lo costringeva a boccheggiare ogni qualvolta entrava in possesso del pallone, col risultato di consegnarlo sistematicamente agli avversari. Di contro Giampaolo, che sta guidando magnificamente la sua squadra attestata dieci punti sopra i rossoblù, stasera ha la sua buona dose di colpe da farsi perdonare. In primis per la posizione in campo di Zapata, relegato dalle parti della bandierina e quindi impossibilitato a fornire il meglio del suo repertorio, notoriamente quando gioca sottorete e sigla con regolarità cronometrica. L’ex tecnico rossoblù poi non ha approfittato minimamente dell’ingresso di Van der Wiel che avrebbe potuto dare alla Sampdoria una prateria sulla fascia di competenza dell’olandese. Pur sapendo che lo stesso soffre di mancanza di ritmo, motivo per cui non gioca mai, Giampaolo non ha minimamente cercato di contrapporgli qualcuno che nella fascia potesse puntarlo, limitandosi a lasciare Murru in difesa ad aspettarlo. E senza avversari Van der Wiel, che ha un buon piede destro, ne ha approfittato per mettere nel mezzo diversi palloni invitanti per la testa di Pavoletti. L’allenatore doriano ha poi chiuso la serata storta facendo uscire il migliore in campo, ovvero Gaston Ramirez, quando mancavano ancora più di venti minuti e l’uruguaiano stava imperversando. Alla fine il Cagliari può dirsi soddisfatto per un pareggio interno che in altri tempi avrebbe fatto storcere il muso. E anche per aver ritrovato i gol degli attaccanti. Di testa o di schiena sono sempre benedetti.

 

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2 Pensieri su &Idquo;L’inferno e il purgatorio: viaggio del Cagliari che ritrova Cragno e le punte

  1. Ripropongo quanto scritto la settimana scorsa: purtroppo Dessena è logoro, ma è stato anche uno dei pochissimi ad aver risposto presente nella partita di coppa Italia. La svogliatezza di altri giocatori in quell’occasione può forse spiegare le scelte successive di Lopez. Se Farias fosse sempre sceso in campo con lo spirito di sabato, gol di culo a parte, avrebbe forse avuto più spazio nelle scelte del mister

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