Bei tempi quando la Juve in Sardegna le prendeva (e non erano quelli dello scudetto)

Le ultime sei trasferte della Juventus a Cagliari sono state altrettante passeggiate bianconere, almeno nel punteggio: 1-3, 0-2,1-3, 1-4, 1-3 e 0-2 con la doppietta di Higuain l’anno scorso. Per vedere l’ultimo successo rossoblù in Sardegna bisogna risalire nientemeno che al campionato 2009-10, quando Nenè e Matri stesero i bianconeri fissando il 2-0 finale. Chi c’era in panchina nel Cagliari? Massimiliano Allegri. Il quale evidentemente non si pone troppi problemi, quando arriva da queste parti vince. O col Cagliari o con la Juve, come è successo nelle ultime due occasioni. O col Milan, che portò alla vittoria al Sant’Elia due volte su tre concedendo solo un pareggio. In totale il tecnico livornese ha sbancato lo stadio cagliaritano cinque volte su sei senza neanche un ko. Eppure c’è stato un periodo molto lontano, ancora più lontano dello scudetto, in cui la vecchia Signora quando sbarcava in Sardegna le prendeva spesso e volentieri. Successe per tre volte su quattro, raccogliendo la miseria di un punto nella metà degli anni Sessanta, quando il Cagliari si era appena affacciato alla massima ribalta nazionale. Nel 64-65 i rossoblù dopo aver strappato all’andata il primo punto della loro storia nella massima divisione con lo 0-0 di Torino (partita in cui Mario Tiddia debuttò in serie A), al ritorno vinsero all’Amsicora con un gol di Gigi Riva, che pur di fare un dispetto al rivale più temuto non esitò a segnare col piede destro il gol dell’1-0 finale. Non era la Juve blasonata di oggi, basti dire che avrebbe dovuto attendere ancora una decina di anni per mettere in bacheca il primo trofeo internazionale (anche se in realtà due anni prima una Coppa delle Alpi l’aveva vinta). Nella sua formazioni non mancavano ovviamente i nazionali, ma l’unico vero fuoriclasse era Omar Sivori che il meglio di sé l’aveva ormai dato. L’anno seguente, campionato 65-66, ancora con Silvestri in panchina il Cagliari fece lo stesso scherzetto rimanendo ancora imbattuto: 0-0 a Torino e 2-1 all’Amsicora. Stavolta Riva rimase a secco ma ci pensarono Visentin e Rizzo a sistemare la pratica in mezzora prima dell’inutile gol di Traspedini. La Juventus centrò il primo successo al quinto tentativo, nell’anno 66-67, quello del suo tredicesimo scudetto, quando Silvestri (passato al Milan e rimasto quindi imbattuto contro la Juve) lasciò il posto a Scopigno. Fu la partita in cui De Paoli siglando all’82° il gol decisivo per l’1-0 finale fermò a 712’ l’imbattibilità iniziale record  di Adriano Reginato. All’Amsicora la squadra di Heriberto Herrera colse il suo primo punto pareggiando 0-0 con il giovane Rinero schierato titolare, ma l’anno dopo, con Puricelli allenatore, il Cagliari sancì la sua netta superiorità casalinga di quel periodo con un perentorio 2-0 firmato da Greatti e Rizzo. Altri tempi, altri risultati, mai più eguagliati in maniera così netta neanche nel quadriennio d’oro, ma sarebbe ora che il Cagliari ponesse freno allo strapotere bianconero e a quello di Allegri che da queste parti ha sempre trovato terreno fertile in tutti i sensi: per la propria carriera e per le tre squadre da lui dirette in serie A.

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