Su Nanni

Volevo diventare un calciatore professionista, ma giocare in un ruolo qualsiasi non mi bastava. Volevo diventare un numero 11 e non c’è stato verso di farmi capire che  avrei avuto più chances se fossi arretrato terzino sinistro fluidificante o addirittura libero. Come tentò inutilmente di impostarmi il mio mister Pietro Murgia quando giocavo nel Cagliari Allievi e mi pagavano 3000 lire al mese, nella prima metà degli anni 70.

Messi da parte i sogni agonistici e sfiorato il ricovero per l’eccessiva devozione a Gigi Riva, volevo diventare un direttore sportivo perchè sapevo tutto di tutti i giocatori e avevo (posso dire ho?) una particolare predisposizione a scoprirli prima degli altri. Diventai giornalista allo scopo di avvicinarmi alle società di calcio, in particolare al Cagliari che aveva la sede a cinquecento metri da casa, ma mai avrei pensato che per quasi trent’anni sarebbe diventato il mio lavoro. Di questi, quasi venti li ho trascorsi a La Nuova Sardegna dove divenni professionista nel 1989, come redattore allo sport nella sede cagliaritana e inviato ai mondiali per tutti i quotidiani locali del gruppo Espresso.

Poi i sei anni di esperienza al gruppo Epolis, come viceredattore capo e caposervizio allo sport delle 19 edizioni (da Torino a Napoli passando per tutto lo stivale, Isole comprese). Ho avuto il privilegio di essere il corrispondente per quotidiani e tivù nazionali (La Repubblica, il Corriere dello Sport, Mediaset, Rai International fra gli altri) e la gioia di vincere un premio letterario nazionale riservato alla saggistica per l’unico libro che ho scritto, “Un tiro mancino”. Ma la soddisfazione più grande è stata quella di aver contribuito con uno speciale di quattro pagine alla fattura dell’edizione 2014 dell’Almanacco Illustrato del calcio edito dalla Panini. Sono pochissimi i colleghi che hanno avuto questo onore e tra questi non c’era mai stato finora nessun giornalista sardo. Sono stato fino all’1 marzo 2015 il primo direttore del quotidiano online Sardegnasport.com e collaboro come opinionista con Tiscali.it

 

30 Pensieri su &Idquo;Su Nanni

  1. E’ sempre bello leggere del passato sportivo di un giornalista che si dedica allo sport, ed al calcio in particolare. Non tutti, purtroppo, sono così aperti verso i propri lettori, anche se non sono stati pochi i giornalisti con un buon passato sportivo. Ricorderei Ciotti e la cestista Mabel Bocchi. Per quanto riguarda il libro ” Un tiro mancino” , è ancora in commercio e dove si potrebbe acquistare ?

    • Tra i colleghi con un illustre passato sportivo mi piace ricordare Franco Fava, campione di Roccasecca col cuore matto, recentemente andato in pensione dal Corsport. Per il libro è andato esaurita anche l’ultima ristampa, l’editore Kalb, che aveva curato l’edizione più elegante, ha promesso che prima o poi ne farà un’altra.

  2. Avere una copia del libro con una dedica speciale non ha prezzo…presentarsi “indegnamente”, pur facendo un mestiere totalmente diverso, come allievo di Nanni Boi è da fanatici…

  3. Io non ho, purtroppo, copia di quel libro ma posso dire con orgoglio di essere stato allievo di Nanni Boi che mi diede la possibilità di scrivere di calcio sulle pagine della Nuova Sardegna circa 25 anni orsono. Evidentemente non avevo abbastanza talento per andare avanti ma resta il ricordo di una bella esperienza e la certezza di aver imparato qualcosa da uno che conosce il calcio come pochi in Italia.
    Grazie

  4. Aver giocato è importante per coloro che devono poi raccontare. E’ la stessa cosa che si richiede a un critico musicale: come si può scrivere di musica se uno non sa suonare niente? L’unica eccezione è la politica: si deve scriverne senza averla mai praticata, per evitare che si scrivano solo cose “politicamente scorrette”.
    Cordialità

  5. Ma la copia di “Un tiro mancino” autografata da tutti, ma proprio tutti, i componenti della squadra del Cagliari dello scudetto ce l’ho solo io…..e non è un caso che lo abbia scelto per lo scopo…. Nanni, è un piacere ritrovarti

  6. Ciao Nanni è una vita che non ci si sente!!! Ricordo perfettamente quando grazie a te ho iniziato a collaborare con La Nuova Sardegna nel lontano 22 marzo 1987…. Sento perciò il dovere di ringraziarti e credimi ricordo con tanta nostalgia quei periodi…. Da allora sono passati 25 anni sono ancora in quel giornale e mi occupo di molte più cose soprattutto dal punto di vista calcistico, ma non solo. Ti auguro di tutto cuore che tu possa ritrovare tutto quello che stavi svolgendo alla perfezione sino a qualche mese fa, perchè non so quanti oggi in Sardegna e in Italia conoscano la materia calcistica meglio di te. Un caro e sincero abbraccio.
    Stefano Serra

  7. Ciao Nanni, un bellissimo blog, complimenti!
    Io non ero degno di giocare nel Cagliari, ma anche a me proposero di fare il terzino… Mi rifiutai per il tuo stesso motivo 🙂
    Ah, Pietro Murgia era il mio prof di educazione fisica alle medie, apparentemente burbero, invece una bravissima persona.

  8. Non sapevo cosa scrivere…poi d’ improvviso mi è venuta l’ ispirazione (stavo per scrivere inspirazione…):
    l’ importante è che TIRI SEMPRE…o no? Ciao Enrico

  9. Ciao Nanni
    come ti ho già scritto ti ho incontrato agli esordi (entrambi seguivamo praticamente gratis il Cagliari Primavera di Reginato) intorno al 1984/85. Anch’io avevo mire giornalistiche (conoscevo Luigi Alfonso che era ben introdotto alla Nuova..) ma poi non ebbi abbastanza volontà di continuare a bussare.
    Anche a me piaceva scoprire nuovi talenti e non c’era giovane calciatore che non conoscessi (leggevo avidamente tutte le pagine di calcio giovanile e dilettantistico dei giornali sportivi e del Guerino, andavo a vedere tornei, pure dei pulcini) e chissà perchè trovavo sempre in tribuna Ermanno Cortis, il preside allenatore, grandissimo talent-scout…
    Mi fa piacere che uno bravo come te abbia un blog (ma, e giornali?), commentero’ spesso.
    Ciao.

  10. per lo stesso motivo per cui uno come me si rifiuta di spendere 1.20 euro per leggere banalità scontate noiose e molto spesso allineate con il potente di turno. Caro Walter questa è l’ennesima dimostrazione che la meritocrazia in questo paese non esiste e dici bene quando specifici “quanto meno regionale” perchè il contesto di riferimento per Nanni è sicuramente quello nazionale

  11. Il fatto stesso che su testate nazionali scrivano pseudo giornalisti come Mario Sconcerti costituisce la prova del nove di quanto appena scritto da Michele!! prima che Nanni desse vita a questo blog non leggevo di calcio da tantissimi anni…

  12. Il mondo gira proprio al contrario: spendiamo denaro per leggere banalità e invece troviamo a costo zero articoli ben più interessanti su questo blog. Purtroppo oggi la professionalità e l’obiettività non sono considerati i requisiti fondamentali che contraddistinguono un bravo Giornalista.

  13. da un lato mi fa piacere sapere che esistano anche altri come Giampiero e Lama che la pensano esattamente come me; dall’altro pero’ evidenziare queste assurdità, che sono lo specchio del momento che tutti stiamo vivendo, mi fa salire una tale rabbia per la quale l’unico immediato rimedio sarebbe quello di prendere spunto dal film “quinto potere” di Sidney Lumet, affacciarsi alla finestra e urlare “sono incazzato nero e tutto questo non lo accettero’ più”

    • Grande film quinto potere. Grazie a tutti per questi attestati di stima, volendo buttarla sul ridere qualcuno mi ha detto che sono “scomodo”. Ma cosa ne sanno se scrivo seduto in poltrona o appiculato sul trespolo? E poi, se anche fosse, a loro cosa gliene cala?

  14. Premetto che non sono un patito di calcio, però leggo molto volentieri e con vero interesse questo blog.
    In questo blog traspare tutto l’impegno, la passione, l’intelligenza che chi scrive mette nel suo lavoro. Tutto questo viene fatto poi con gratuità, che non è l’equivalente di gratuito ma di ciò che la dignità professionale rende impagabile.
    Se si ignora questo aspetto si perde quella dimensione di scambio che è la molla principale dell’interesse del lettore.
    Il paradosso oggi è che il mondo del lavoro, che giustifica le proprie scelte solo ed esclusivamente in obbedienza al profitto,non riconosce questo valore aggiunto lasciando una sensazione di profonda ingiustizia.

  15. Visto che sei molto attento sugli anni ottanta e sto raccogliendo statistiche dal 70 in poi, ho trovato 2 giocatori con il cognome Cabras che hanno una presenza in b con il Cagliari sia nel 86-87 sia nel 89-90.
    Si tratta sempre di Marco Cabras, attaccante del 1971 o sono due giocatori diversi?
    Grazie

  16. Buonasera Nanni Boi, ho appena conosciuto il suo blog e saputo del suo libro per via del sito ufficiale di Gigi Riva. Sono uno degli spettatori delle gloriose partite all’Amsicora nell’anno dello scudetto del Cagliari. Mio padre Nanni mi portava a vederle e mi comprava le noccioline che spesso, suo malgrado, mi distoglievano l’attenzione dalla partita (e dai gol). Lo stadio me lo ricordo bene, fatto quasi interamente di una struttura di assi di legno e tubi Innocenti, mi faceva paura a salirci sopra. Mi sedevo con una certa apprensione mentre guardavo la terra da lassù, tra una fila e l’altra di posti a sedere… Tanto ho sognato con lo scudetto e con Gigi Riva che sono pure riuscito a vestire la sua maglia una volta, ad un provino della Primavera, un ricordo meraviglioso. Ora sono da circa 40 anni via da Cagliari, e da più di 30 fuori dall’Italia (vivo a Maputo, in Mozambico), ma sono molto legato alla mia città natale e alla mia squadra, e tutte le domeniche sogno il risultato. Spero di poter riuscire a trovare il suo libro una volta che lo ristampano, le faccio i miei auguri più cordiali. Un abbraccio Matteo Angius

    • Grazie Matteo per questo bel racconto. Sulla ristampa ci sto pensando, ma prima probabilmente pubblicherò un nuovo libro del quale ti anticipo il titolo “storie di pallone in Sardegna”. Parlerà anche di quel periodo glorioso, e di tante altre cose. Buona giornata

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